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18 dicembre 2017
Castelfrigo, anche una delegazione piacentina a sostegno della lotta di 127 soci-lavoratori che rischiano il licenziamento
18 dicembre 2017
Castelfrigo Piacenza Cgil
Una delegazione piacentina che comprende anche il segretario della Cgil di Piacenza, Gianluca Zilocchi, e il segretario provinciale Flai, Paolo Chioappa, questa mattina, 18 dicembre, ha raggiunto il presidio dei lavoratori Castelfrigo a Modena impegnati in una vertenza "dal valore universale" spiegano i sindacalisti piacentini. Dal 17 ottobre la Cgil si sta opponendo ad una procedura di licenziamento di massa che coinvolge 127 soci-lavoratori.

Flai-Cgil e dalla Filt-Cgil: «Abbiamo deciso di alzare i meccanismi della lotta sindacale- ha dichiaratoUmberto Franciosi, segretario regionale della Flai-Cgil-. Qualcuno spera che con il tempo questi lavoratori possano cedere alla stanchezza adottando condotte violente. Noi invece abbiamo deciso di portare avanti una battaglia che rispetti fino in fondo le leggi e la Costituzione di questo paese».
Lo sciopero della fame, decisione esterema che arriva dopo due mesi di sciopero e numerose iniziative e manifestazioni che si sono svolte non solo in Emilia Romagna, ma che sono arrivate anche a Roma davanti il Parlamento. Una protesta, quella di questi soci-lavoratori, che non ha precedenti nella storia delle vertenze sindacali condotte in regione, sia per il numero dei lavoratori coinvolti che per la durata dello sciopero stesso.

«Di fronte ad un sopruso come quello vissuto dai lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo, e non solo, non basta la solidarietà, occorre un’assunzione di responsabilità che sia collettiva ed immediata. È giunto il momento di allargare la protesta a tutto il distretto modenese della lavorazione delle carni, andando a manifestare anche davanti alle altre aziende che operano sul territorio e che da anni si stanno servendo di un meccanismo malato e corrotto come quello delle false cooperative», ha terminato Franciosi. Le prime denunce sui fenomeni di nuovo caporalato nella provincia di Modena risalgono al 2005 e dopo dodici anni il sistema è ormai al collasso, così come spiegato da Marco Bottura, segretario Flai-Cgil di Modena: «Questo sistema ha creato negli anni un clima di illegalità che ha spazzato via i diritti dei lavoratori, divenuti ormai schiavi. Proprio per questo motivo “basta schiavi” è stato lo slogan urlato in queste settimane dai lavoratori in sciopero».

Le richieste dei 127 soci-lavoratori non hanno tuttavia avuto alcuna risposta e, dopo due mesi, quattro di loro, insieme ad un dirigente sindacale hanno deciso di intraprendere uno sciopero della fame che assume i connotati di una forma di lotta non violenta ma radicale. Il percorso che sarà da loro intrapreso verrà costantemente monitorato da un medico il quale sta già effettuando i dovuti controlli sui lavoratori coinvolti. Si tratta, infine, di un meccanismo di lotta mai adottato in una vertenza sindacale di questo genere e che segna uno spartiacque con la modalità di protesta finora adottato dai soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo.
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