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15 giugno 2012
Esodati, Patronato Inca: Lotteria con 65mila biglietti vincenti, ma con 400mila partecipanti. Mille solo a Piacenza
15 giugno 2012
Adelmo Mattioli, direttore del patronato Inca Cgil Emilia Romagna e Daniela Piacentini, direttrice dell'Inca di Piacenza


“Vediamo tutti i giorni chi sono e quanti sono i cosiddetti esodati, e loro malgrado si trovano a partecipare ad una lotteria con 65mila biglietti vincenti, ma i partecipanti sono molti di più. Secondo l’Inps 400mila”.
Esodati, la Cgil di Piacenza ha fatto il punto sulla situazione di quei lavoratori che vivono in un limbo tra disoccupazione, mobilità e pensione che hanno visto le regole del gioco cambiare al traguardo dei 40 anni di contributi. E c’è chi, disoccupato, deve sborsare 30mila euro in tre anni per riprendersi il diritto alla pensione.
“Se siamo in uno Stato di diritto – ha premesso il segretario organizzativo della Camera del Lavoro, Paolo Chiappa - allora si doveva partire dall’individuazione di tutti i possibili beneficiari delle deroghe e poi andare alla ricerca delle risorse finanziarie per garantire a tutti il diritto alla pensione. Invece qui si è fatto il contrario: si è deciso a priori che gli aventi diritto sono 65mila dando vita ad una sorta di lotteria che taglia fuori soprattutto i lavoratori delle piccole aziende sotto i 15 dipendenti, che come noto a Piacenza e provincia sono oltre il 90 per cento del tessuto produttivo”.

Dopo la panoramica sulla fine della trattativa “del tutto insoddisfacente” tra le parti sociali, Cgil in testa, e i tecnici del ministero del lavoro, che ha anticipato il decreto legge interministeriale Lavoro-Economia e finanze in cui si individuano i famosi 65mila lavoratori, Paolo Chiappa ha lasciato la parola ai due “tecnici” che toccano con mano le storie dei cosiddetti esodati, che agli uffici del patronato Inca Cgil diventano donne e uomini in un guado sociale ancora insondato ma profondo.

Adelmo Mattioli e Daniela Piacentini, rispettivamente direttore del Patronato Inca Emilia-Romagna e di quello piacentino, hanno spiegato perché nei giorni scorsi la stampa locale ha parlato di “un migliaio” di persone “esodate” a Piacenza.
“Secondo il documento dell’Inps gli esodati sarebbero 400mila in Italia, e non i 65mila stimati nel decreto – hanno spiegato dal Patronato Inca Mattioli e Piacentini – ed è per questo che secondo i dati del ministero (65mila) gli esodati piacentini erano 3-400, con i dati più veritieri dell’Inps dovremmo essere intorno al migliaio di persone interessate”. L’ampiezza del problema è rappresentata anche dalle numerose associazioni di esodati che si stanno formando, come a Bologna e a Lodi. “E’ un problema che riguarda tanti singoli casi - ha spiegato Mattioli – ma numeri precisi non ne esistono. Di certo sono soprattutto coloro che sono usciti tramite accordi singoli o collettivi, o sono stati licenziati, all’interno di quelle aziende con meno di 15 dipendenti che da un giorno all’altro hanno visto il traguardo pensionistico allontanarsi due-tre anni. Oggi abbiamo preso in carico il caso di un lavoratore piacentino che è stato licenziato per cessata attività della sua azienda il quale, dopo 40 anni di contributi versati, non potrà andare in pensione a meno che non versi in modo volontario circa 10mila euro all’anno per tre anni”.
L’appello dei vertici del Patronato Inca Cgil è stato quello di rivolgersi agli sportelli del patronato per verificare la propria posizione pensionistica, per evitare brutte sorprese.
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