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04 marzo 2011
CGIL: Sciopero generale il 6 maggio. Manifestazioni anche a Piacenza saranno decise nei prossimi giorni VOTA IL SONDAGGIO SULLA COLONNA DESTRA DEL PORTALE CGIL PIACENZA
04 marzo 2011
SUSANNA CAMUSSO IN OCCASIONE DELL'INAUGURAZIONE DELLA SEDE CGILO DI MONTICELLI D'ONGINA (PIACENZA)
http://www.youtube.com/watch?v=PGk9jTp_fmQ



Aggiornamento 10 marzo


Lo Sciopero Generale proclamato dalla CGIL per il prossimo 6 maggio è “una scelta di responsabilità”. Una mobilitazione per dire che “così il nostro Paese sta andando verso un declino che rischia di essere irreversibile”. E’ quanto ha dichiarato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, a Cagliari durante l’Assemblea regionale dei Quadri della CGIL.

La dirigente sindacale ha ribadito che l’Italia è il Paese che cresce meno in Europa e nel quale vi è “una stagnazione profonda”. “Non è vero – ha avvertito Camusso - che l’Italia sta uscendo dalla crisi, perchè non abbiamo ripreso la crescita” e il Paese non può farlo da solo. Bisogna agire su due leve, ha spiegato la leader della CGIL “fisco e lavoro: da una parte bisogna fare una operazione di redistribuzione e di acquisizione di risorse, perchè in questi due anni chi ha guadagnato dalla crisi ha guadagnato anche sul piano fiscale; dall’altra – ha detto - quelle risorse devono servire a fare quelle scelte che permettono di avviare elementi di crescita occupazionale”.

Nel suo discorso Camusso ha messo in luce la questione del nuovo Patto di Stabilità europeo, in ragione del quale ha ricordato “ad aprile l’Italia dovrà presentare l’ipotesi politico-economica” e da tempo, ha proseguito la dirigente sindacale “noi diciamo, anche se il Governo fa finta di niente, che il nuovo Patto sarà un grande problema per l’Italia”. Infatti il Segretario generale ha fatto notare che se l’unico parametro sarà il debito pubblico l’Italia sarà molto più esposta, “non si può affrontare un tema di questo tipo – ha spiegato Camusso - con l’idea dei tagli lineari così come fatto precedentemente”. Alla favola che “non abbiamo bisogno di una manovra noi non ci crediamo” ha avvertito la leader CGIL “bisogna preparare quella condizione sotto il profilo dell’equità e del lavoro”.

Per quanto riguarda la “bagarre” che si è scatenata in Parlamento sulle quote rosa nei consigli di amministrazione, il numero uno di Corso d’Italia ha detto “non è stata di certo un bello spettacolo, ma ben vengano provvedimenti del genere, che favoriscono la partecipazione delle donne nella vita sociale ed economica del paese”. Da anni infatti, ha ricordato Camusso, la CGIL “ha battuto questa strada” anche tramite l’approvazione di provvedimenti ad hoc che hanno permesso un rinnovamento dei quadri in chiave rosa.

Infine, la leader della CGIL, parlando a nome della Confederazione ha ribadito “l’altissimo desiderio di unità sindacale”, aggiungendo “siamo convinti che la forza del sindacato stia nell’unità dei lavoratori e nessun altro soggetto può sostituire questo”. Per questo la CGIL ha lanciato una proposta a CISL e UIL sulla democrazia e la rappresentanza, perchè ha spiegato Camusso, in presenza di “dissensi profondi” è necessario ricostruire le condizioni attraverso le quali far decidere i lavoratori tutti insieme, mentre oggi, ha detto “siamo in assenza anche di condizioni minime”. Nel concludere Camusso ha affermato “almeno mettiamoci d’accordo su quali sono i rapporti con i nostri azionisti, perchè senza il consenso ed il giudizio dei lavoratori il sindacato perde la sua natura”.



Il 6 maggio sarà Sciopero Generale: quattro ore con manifestazioni territoriali. L’annuncio è stato dato oggi dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso che ha parlato ad un attivo dei delegati sindacali a Modena.

La decisione di indire lo sciopero era stata già presa la scorsa settimana durante una riunione del Comitato Direttivo Nazionale della CGIL (SCARICA IL DCOUMENTo A FONDO PAGINA) che aveva dato mandato alla Segreteria Confederale di decidere la data e le modalità dello sciopero secondo la richiesta dello stesso Segretario Generale Susanna Camusso.

Nel documento politico approvato dal direttivo si sosteneva che “è necessario rimettere al centro il tema del lavoro e dello sviluppo, riconquistare un modello contrattuale unitario e battere la pratica degli accordi separati, riassorbire la disoccupazione, contrastare il precariato, estendere le protezioni sociali e ridare fiducia ai giovani. Serve una nuova stagione fatta di obiettivi condivisi e rispettosi della dignità del lavoro e serve definire le regole della democrazia e della rappresentanza”.

Dopo aver annunciato la mobilitazione nazionale del 6 maggio, il Segretario Generale della CGIL è tornato ad esprimere, nel corso del suo intervento a Modena, forte preoccupazione per la crisi economica che da oltre due anni sta rendendo l’Italia un Paese sempre più povero.
L’aumento della Cassa Integrazione nel mese di febbraio, come rilevato dall’INPS, conferma, infatti, secondo il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso “la difficile situazione del nostro Paese, di un’economia che non è ancora ripartita”. “Il primo ostacolo agli investimenti stranieri - ha precisato Camusso - non è il sindacato, ma il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Noi - ha aggiunto - a differenza di altri, vogliamo bene al nostro Paese ed è per questo che pensiamo che Berlusconi se ne debba andare: perchè lui non vuole bene al Paese. C’è un rapporto fra l’immagine del Paese all’estero e il modo di gestire la crisi. Il premier inquisito che non si presenta in tribunale è il motivo per cui l’opinione pubblica internazionale ci considera un Paese inaffidabile. Il primo ostacolo agli investimenti stranieri - ha ribadito - è proprio il premier”.

Riferendosi al federalismo fiscale municipale, approvato ieri dalla Camera, il Segretario Generale della CGIL, ha affermato “è un decreto che rischia di impoverire ulteriormente le persone”, poiché ha spiegato “temiamo che le amministrazioni locali e le Regioni taglino servizi e risposte ai cittadini. Dobbiamo spiegare che non solo non è solidale, non solo non risponde ai problemi, ma ci porrà Comune per Comune, ad avere l’alternativa fra il mantenimento dei servizi e l’innalzamento della tassazione. L’aumento della tassazione si fa con l’Irpef, e quindi graverà sui soliti noti, lavoratori e pensionati. Anche per questo serve una mobilitazione nei territori e nei comuni”.

Alle altre Confederazioni sindacali, la leader della CGIL ha lanciato un appello: “il Paese deve cambiare rapidamente e pensiamo che questa responsabilità nel chiedere trasformazioni dovrebbero averla anche tanti altri soggetti, a partire da CISL e UIL. Se si dice che va bene questo quadro di riferimento, è in corso la resa senza condizioni”. “Il ’filo dell’unità’ - ha concluso - non va mai perso, ma la condivisione dello scenario che CISL e UIL stanno facendo nei confronti delle politiche del governo indica una ’resa senza condizioni’”.
Da Cgi.it
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